il mito delle vacanze
non piu’ tardi di 10 anni fa vi ricordate come erano le citta’ ai primi di agosto?
deserte.
tutti, in concomitanza della chiusura delle aziende scappavano verso i luoghi di villeggiatura, tempo previsto -medio- di soggiorno 20-25 gg.
era un cliche’, uno stereotipo.
chi rimaneva si guardava in giro con aria interrogativa in cerca di vivere la citta’ in maniera differente da come gli si era sempre presentata.
anche questo luogo comune e’ andato piano piano a farsi piu’ debole, a soffrire in maniera imbarazzante; i media cercano di tenerlo in vita producendo servizi che indicano grandi partenze, grandi spostamenti, enormi migrazioni: che non esistono. d’altronde devono sostenere un’economia estiva che, da anni, boccheggia in maniera evidente.
le cause sono numerose: aumento (reale) del costo della vita spropositato, nuovi contratti di lavoro (che essendo sempre determinati non prevedono ferie o se le prevedono sono solo pochi gg), maggior scaglionamento da parte delle aziende, costi piu’ che raddoppiati da parte degli operatori turistici.
insomma il mito delle vacanze non vi e’ piu’: lo hanno eclissato, messo in minoranza e poi successivamente battuto.
…ma siamo sicuri che sia proprio un male?









