il dolore
se ci pensiamo gran parte della nostra vita si accompagna a questo scomodo ed antipatico sostantivo. il dolore di cui parlo non e’ fisico, bensi’ psichico: esso fa piu’ paura, fa piu’ male, ed e’ piu’ difficile da battere.
suvvia, non ditemi che non avete mai provato dolore psichico? la scomparsa di un parente/amico, il mancato raggiungimento di uno scopo che ci si era accuratamente prefissi, una separazione dal/lla partner; tutto questo (e molto altro -purtroppo-) genera dolore.
si, direte voi, non si puo’ far nulla pero’ a riguardo, quanto ti tocca te lo subisci senza poter sfuggire e/o reagire. qui invece avrei da ridire.
viviamo in una societa’ che ci mette al centro di una gara appena usciamo dall’utero materno, ci rende conformi a tutti gli altri esseri che popolano il nostro pianeta e ci riempie di cose inutili ma che devono, per noi, essere fondamentali secondo la loro logica. non vediamo cos’e’ il mondo.
il mondo e’ continua evoluzione, cambiamento.
nulla resta fermo, tutto si muove. detto questo possiamo renderci conto che noi facciamo parte di questo cambiamento, tutto quello che ci circonda non genera sofferenza, la crea il nostro cervello che non accetta i cambiamenti che la vita ci propone quotidianamente.
siamo noi che con le nostre speranze, desideri, voglie, creiamo un mondo fittizio che anziche’ renderci liberi ci rende schiavi. schiavi di cose materiali, delle nostre paure, dei nostri disegni futuristici.
provate, domattina a cancellare tutto quello che avete in testa, non pensate a nulla, aprite la finestra e soffermatevi a guardare innanzi a voi, date importanza a quello che vedete, cancellate i pregiudizi e vivete recependo il mondo per quello che realmente vi comunica.
potrebbe valere molto di piu’ di tutto il resto a cui avete sempre prestato la massima attenzione e precedenza.